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Il ricovero ospedaliero nel trattamento dell'alcoldipendenza come percorso riabilitativo

 

Nel corso del 2011 oltre 140 ricoveri alcologici attuati dai centri alcologici del Servizio Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Modena.

 
alcol

Il ricovero alcologico è lo strumento diagnostico e di trattamento necessario, quando ci troviamo a trattare un paziente affetto da un quadro di intossicazione da alcol, nell'ambito di una dipendenza da alcol, per il quale si può temere, alla sospensione della sostanza, la complicanza clinica del delirium tremens, patologia di natura internistica che necessita di gestione in regime controllato, per l'alto rischio di vita associato.
Il ricovero alcologico è il risultato di un percorso di osservazione e diagnosi avviato presso il Centro Alcologico, che vede coinvolto in prima persona il medico alcologo.
Il medico alcologo si avvale per la diagnosi di strumenti professionali specifici e della propria esperienza, al fine di decidere la prescrizione del ricovero. A supporto di tale decisione vi è per esempio l'utilizzo della scala CIWA Ar, che tiene conto di parametri clinici connessi all'astinenza (nausea, vomito, tremori, sudorazione, stato confusionale, allucinazioni, agitazione psicomotoria) che possono comparire nelle prime fasi della disintossicazione da alcol.
Tutto ciò non è sufficiente: l'alcologo dà rilievo anche ad una serie di altri criteri di natura relazionale/ambientale/sociale.
Ad esempio valuta la presenza, nella storia clinica del paziente, di pregresse crisi convulsive o di episodi di delirium tremens, di ripetute disintossicazioni, tiene conto dello stato di gravidanza, della co-morbidità per patologie internistiche, neurologiche e psichiatriche, dell'assunzione di dosi elevate di alcol e prolungate nel tempo, della mancanza di un supporto sociale o famigliare affidabile (solitudine, assenza di supporti famigliari, carenze abitative). Nell'insieme tutti questi elementi possono influenzare negativamente la riuscita di un percorso di disintossicazione in condizioni ambulatoriali.
Raggiunto un punteggio della scala CIWA Ar > 20 e tenuto conto della valutazione complessiva delle condizioni del paziente, può risultare fortemente consigliato il ricovero in contesto ospedaliero per la disintossicazione da alcol.
L'applicazione della scala CIWA Ar e l'osservanza dei criteri sopra descritti, permettono una uniformità di intervento per lo specialista alcologo e sono la garanzia di adeguatezza di trattamento per gli utenti del Centro Alcologico. In questo modo si selezionano quelle situazioni cliniche di dipendenza da alcol che non possono prescindere da un intervento di tipo ospedaliero nelle prime fasi (3-4 giorni) successive alla sospensione della sostanza tossica e che contemporaneamente possono già aver sviluppato patologie alcol-correlate di rilevanza internistica/neurologica/psichiatrica (epatopatie gravi, neuropatie, deficit cognitivi, disturbi dell'umore o del pensiero) tali da richiedere un approfondimento diagnostico.
Nella provincia di Modena si è costituito un gruppo di lavoro rappresentativo del Presidio Ospedaliero, dell'Ospedale di Sassuolo e dei Servizi per le Dipendenze Patologiche per la realizzazione di un protocollo unico alcologico, che regolamenti la gestione dei ricoveri alcologici programmati e delle consulenza alcologiche, a garanzia di una uniformità di intervento e per l'equità delle cure.

Inoltre esistono in provincia, due Ospedali Privati Accreditati (Casa di Cura Villa Rosa e Casa di Cura Villa Igea) che garantiscono la possibilità di eseguire ricoveri alcologici, con particolare attenzione alle situazioni di co-morbidità psichiatrica/neurologica e alle condizioni di poli-abuso di sostanze, condizioni per le quali il ricovero è fortemente consigliato, ma in contesti ospedalieri meglio attrezzati, per la gestione degli aspetti comportamentali connessi al poli-consumo.

Da poco più di un anno, è stato stilato un accordo di collaborazione con la Clinica Tossicologica dell'Azienda Policlinico di Modena, per il trattamento in regime di day-hospital di condizioni di intossicazione da alcol, mentre per alcune situazioni più compromesse, vi è anche la possibilità di un vero e proprio ricovero.
Il ricovero alcologico può divenire non solo il primo ed unico intervento medico possibile a salvaguardia della salute del soggetto, ma contemporaneamente può rivestire l'importante ruolo di dare il via al cambiamento di una condizione cronica, con una presa di coscienza dei problemi fisici che già si sono consolidati. Il contesto ospedaliero, a maggior ragione ora che per tutta la provincia di Modena è divenuto anche un contesto ospedaliero "senza alcol", è portatore di un messaggio forte e protettivo verso l'utenza, capace di condensare forti valenze terapeutiche, tanto da rappresentare per molti soggetti, il punto di partenza verso un recupero.
Il ricovero alcologico non è mai esente da significati riabilitativi: infatti non solo soddisfa alla disintossicazione, ma viene "calato" all'interno di un percorso riabilitativo che prevede già un "dopo", prevede un programma, che viene stipulato con il paziente fin dal momento della prescrizione del ricovero, nell'ambito di una proposta terapeutica.
Il ricovero alcologico può prevedere la induzione della terapia con farmaco avversivante per l'alcol (disulfiram), o può prevedere il passaggio ad altro contesto residenziale o semi-residenziale, per esempio di tipo psichiatrico o comunitario o di centro diurno, dove proseguire con una fase diagnostico/osservativa/riabilitativa.
Il ricovero alcologico in questo modo non sarà mai fine a se stesso, ma sempre facente parte di un progetto di recupero per la condizione di dipendenza.
Nel corso dell'anno 2011  i ricoveri alcologici attuati dai centri alcologici del servizio dipendenze patologiche dell'Ausl di Modena presso gli Ospedali Pubblici sono stati in totale 22, mentre presso gli Ospedali Privati Accreditati sono stati in totale 101 e presso il Day Hospital della Clinica Tossicologica del Policlinico sono stati 20.