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Archivio Normativa

Nell'ultimo decennio in ambito nazionale e regionale si è registrato un significativo incremento nell'emanazione di atti normativi e programmatici riguardanti le problematiche alcologiche e le misure per contrastarne la diffusione.
Tra gli atti normativi ultimi e quelli meno recenti nazionali e regionali di particolare interesse in campo alcologico segnaliamo:

Articolo 188 Regio Decreto n. 635/1940
Vieta che i minori di anni 18 siano adibiti alla somministrazione di bevande alcoliche negli esercizi pubblici.

Art .42 del D.P.R. 303/1956
Vieta la somministrazione di vino, birra ed altre bevande alcoliche all'interno di aziende.

Art. 688 Codice Penale
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, è colto in stato di manifesta ubriachezza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da L. 100.000 a L. 600.000.
La pena è dell'arresto da tre a sei mesi se il fatto è commesso da chi ha già riportato una condanna per delitto non colposo contro la vita o la incolumità individuale. La pena è aumentata se la ubriachezza è abituale.
Sull'art. 688 C.P. ci si deve soffermare.
Si fonda su due concetti basilari: la manifesta ubriachezza ed il luogo pubblico o aperto al pubblico.
L'ubriachezza è cosa diversa dall'ebbrezza, che è il semplice annebbiamento delle facoltà mentali provocato da un'eccessiva quantità di alcolici e che si manifesta in forma di esalazione e stordimento (produce il calo dei riflessi, quindi il pericolo per la circolazione in caso di soggetto alla guida di un veicolo, per cui viene sanzionata dall'art. 186 del Codice della Strada).
L'ubriachezza è qualcosa di più: è la temporanea alterazione mentale conseguente ad intossicazione per abuso di alcol (i medici usano il termine "intossicazione esogena acuta") e si manifesta con il difetto della capacità di coscienza e spesso in forma molesta.
Per aversi la ubriachezza manifesta, il comportamento in pubblico del soggetto attivo deve denunciare inequivocabilmente l'ubriachezza in modo da essere percepita da chiunque, con sintomi del tipo: alito fortemente alcolico, andatura barcollante, pronuncia incerta o balbettante.
Per aversi la condotta illegittima basta che l'ubriachezza sia palese, dia segni manifesti e non equivoci.
Per l'accertamento del reato non serve la misurazione del tasso alcolemico ematico, non rileva l'intensità, la ripugnanza o la pericolosità. Nemmeno servono perizie o l'accertamento della P.G., poiché sono sufficienti le univoche testimonianze dei privati cittadini (proprio perché si punisce la manifestazione, come percepita da tutti).

Art. 689 Codice Penale
L'esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcoliche a un minore di anni 16 o a persona che appaia affetta da malattia di mente o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità, è punito con l'arresto fino a un anno. Se dal fatto deriva l'ubriachezza, la pena è aumentata. La condanna importa la sospensione dall'esercizio.
Per aversi l'illecito previsto dall'art. 689 C.P. basta la somministrazione. Se si arriva all'ubriachezza scatta l'aggravante. E' prevista la pena accessoria della sospensione dell'esercizio (da 15 gg. a 2 anni).
L'esercente in questo caso ha una deroga precisa all'obbligo di non rifiutare le sue prestazioni (art. 187 Reg. Es. TULPS).
E' ora competente il Giudice di pace per espressa previsione normativa (art. 15 legge 24.11.1999, n. 468).

Art. 690 Codice Penale
Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico cagiona l'ubriachezza altrui, somministrando bevande alcoliche, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da L. 60.000 a L. 600.000.
Il reato di cui all'art. 690 C.P. prevede un'ammenda, oblabile ai sensi della legge 689/81. Importante è che sia commesso in luogo pubblico o aperto al pubblico (non quindi in festini privati o in circoli). E' ora competente il Giudice di pace per espressa previsione normativa (art. 15 legge 24.11.1999, n. 468).

Art. 691 Codice Penale
Chiunque somministra bevande alcoliche a una persona in stato di manifesta ubriachezza è punito con l'arresto da tre mesi a un anno. Qualora il colpevole sia esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibo o bevande, la condanna importa la sospensione dall'esercizio.
Anche per il reato di cui all'art. 691 C.P. vi è una deroga precisa per l'esercente all'obbligo di non rifiutare le prestazioni (art. 187 Reg. Es. TULPS). Anche qui è prevista la pena accessoria della sospensione dell'esercizio. E' ora competente il Giudice di pace per espressa previsione normativa (art. 15 legge 24.11.1999, n. 468).
E' importante sottolineare che, in conseguenza alla condanna per uno dei reati previsti dagli artt. 689, 690 e 691, ai sensi dell'art. 4, 2° comma, lett. c) della legge 25.8.1991, n. 287, si ha la revoca dell'iscrizione al REC (condizione essenziale per avere l'autorizzazione amministrativa per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande), e che ai sensi dell'art. 92 TULPS non è possibile il rilascio di una licenza di polizia.
Nelle indagini di polizia giudiziaria per i reati sopra illustrati, risultano essenziali le prove testimoniali, eventualmente supportate dai referti. La polizia giudiziaria, quindi, avrà cura di ricercare e sentire il maggior numero possibile di persone informate sui fatti.

Il nuovo codice della strada - articolo 186 (decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285)*
Prevede che "E' vietato guidare in stato di ebbrezza, in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche e che qualora dall'accertamento risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro, l'interessato è considerato in stato di ebbrezza, ai fini dell'applicazione delle sanzioni previste".

*L'art. 186 è stato interamente sostituito dall'art. 5 del decreto-legge n. 151/2003, convertito con legge n. 214 del 1 agosto 2003 (in precedenza modificato dalla legge n. 125/2001 nonché dalla legge n. 168/2002, con la previsione del tasso legale di alcolemia di 0,5 g/l con decorrenza 7 agosto 2002).
 
Sono seguite modifiche al testo dell' art 186 del codice della strada apportate dai seguenti dispositivi di legge:

 
 
 

Il decreto ministeriale 3/8/1993 "Linee di indirizzo per la prevenzione, la cura, il reinserimento sociale e il rilevamento epidemiologico in materia di alcol-dipendenza"
Riconosceva la rilevanza del fenomeno indicato come una vera e propria malattia sociale ed evidenziava l'esigenza di rispondere alle domande e ai bisogni espressi dai problemi alcol-correlati con interventi integrati a livello medico, psicologico e sociale articolati dai servizi sanitari e sociali coordinati tra di loro.
Il decreto prevedeva che le singole Regioni indicassero programmi e forme di coordinamento nelle articolazioni dei servizi locali per garantire la promozione della salute, la prevenzione primaria, le cure e il reinserimento degli alcolisti e dei PAC (problemi alcol-correlati).

Delibera n. 1639/96 G.R. Regione Emilia-Romagna "Linee di indirizzo della Regione Emilia Romagna sugli interventi per le Prevenzione, la Cura e la Riabilitazione dell'alcolismo e dei problemi alcol-correlati (PAC.)"
Contemplava e sanciva l'attribuzione ai servizi per le dipendenze patologiche dei compiti di coordinamento sugli interventi per la prevenzione e cura dei PAC; tale direttiva produrrà già nell'anno stesso la nascita di almeno un centro alcologico in ogni AUSL.

L'accordo Stato/Regioni del 21/1/1999
Inserisce il coordinamento delle attività relative all'alcol-dipendenza nell'ambito delle attività dei Dipartimenti per le dipendenze delle Aziende USL, vincolando ad assicurare per i problemi alcol-correlati l'erogazione di interventi interdisciplinari integrati e la disponibilità di risorse adeguate alla complessità dei problemi.
La legge n. 45 /1999. che ha esteso i finanziamenti del Fondo Nazionale per la lotta alla droga presso la presidenza del Consiglio dei Ministri anche ai progetti regionali e nazionali in materia di alcol-dipendenza correlata.

Il Decreto legislativo 19/6/1999 n. 229
Ha previsto espressamente all'articolo3 la collocazione della dipendenza da alcol nell'ambito delle aree cui attengono prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria, da assicurarsi da parte delle aziende sanitarie in quanto comprese nei livelli essenziali di assistenza.

L'Atto di intesa Stato/Regioni del 5/8/1999
Determina i requisiti minimi standard per l'autorizzazione al funzionamento e per l'accreditamento degli enti e delle associazioni private che operano nel campo della prevenzione, cura e riabilitazione delle persone dipendenti da sostanze di abuso; costituisce evidentemente una regolamentazione anche degli enti operanti nel settore della dipendenza da alcol.

LEGGE n. 125/2001 "Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcol-correlati" (G. U. n. 90 del 18 Aprile 2001)
All'art. 2. precisa che la presente legge:

1. tutela il diritto delle persone, ed in particolare dei bambini e degli adolescenti, ad una vita familiare, sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze legate all'abuso di bevande alcoliche e superalcoliche;
2. favorisce l'accesso delle persone che abusano di bevande alcoliche e superalcoliche e dei loro familiari a trattamenti sanitari ed assistenziali adeguati;
3. favorisce l'informazione e l'educazione sulle conseguenze derivanti dal consumo e dall'abuso di bevande alcoliche e superalcoliche;
4. promuove la ricerca e garantisce adeguati livelli di formazione e di aggiornamento del personale che si occupa dei problemi alcol-correlati;
5. favorisce le organizzazioni del privato sociale senza scopo di lucro e le associazioni di auto- mutuo-aiuto finalizzate a prevenire o a ridurre i problemi alcol-correlati.

Art.6: viene apportata una modifica al Decreto Legislativo 30/4/1992 n. 285 che prevede per il nuovo codice della strada, la riduzione del valore alcolemico consentito per la guida di un veicolo da 0.8 g a 0.5 g per litro di sangue.
Art. 13: è vietata la pubblicità diretta o indiretta delle bevande alcoliche nei luoghi frequentati prevalentemente dai minori di anni 18.
Art. 15 - Comma 1: "Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischiosi infortuni sul lavoro ovvero per l'incolumità o la salute di terzi è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche".
- Comma 3 "Ai lavoratori affetti da patologie alcol-correlate che intendano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi alcologici o altre strutture riabilitative si applica l'articolo 124 del DPR 309 /1990".

L'atto di intesa Stato/Regioni del 16/3/2006 n materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortunio sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi, ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche, ai sensi dell'articolo 15 della legge 125/2001.