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Pane menosale per stare in salute

 
 
 

La Regione Emilia-Romagna nell'aprile del 2013 ha promosso un accordo con le principali associazioni di panificatori per incentivare la produzione di pane con un contenuto massimo di sale pari all'1,7% del peso della farina. Rispetto al pane abitualmente in commercio, la riduzione di sale è mediamente di circa il 15%, tale da non cambiarne il sapore, ma in grado di produrre nel tempo effetti positivi sulla salute, visto che si tratta di un alimento consumato quotidianamente.  Il pane con basso contenuto di sale è riconoscibile grazie al cartellino identificativo della campagna "Pane menosale" contenente anche il cuore sorridente del marchio ministeriale "guadagnare salute". Le aziende aderenti saranno riconoscibili ai consumatori grazie all'esposizione di una vetrofania con i titolo ed il logo della campagna e saranno incluse in un elenco regionale.

Oltre al "Pane Menosale" viene promosso il pane "Qualità Controllata", prodotto anch'esso con poco sale (l'1,5% del peso in farina), con farine emiliano-romagnole poco raffinate, olio extravergine d'oliva, totale assenza di additivi e di agenti chimici per la lievitazione. Il pane fresco "Qualità Controllata" aggiunge ai benefici per la salute anche i vantaggi per l'ambiente, perché proviene da coltivazioni che rispettano precisi disciplinari per un uso ridotto di prodotti chimici e di fitofarmaci e tecniche colturali più sostenibili, incluso un uso più razionale dell'acqua.

Con l'accordo le associazioni di panificatori si impegnano a:- promuovere presso i forni associati la produzione del "Pane Menosale" e "Qualità Controllata" attraverso materiali comunicativi che informino sulla disponibilità di questi prodotti presso l'esercizio e sui vantaggi per la salute derivanti dal loro consumo; - aderire a specifiche iniziative di formazione sui benefici derivati da un ridotto apporto di sale nel pane  e nella dieta in generale; - non aumentare il prezzo di vendita.


 
 
 

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il consumo di sale non dovrebbe superare i 5 grammi al giorno, l'equivalente di 1 cucchiaino da tè. In realtà il consumo medio in Emilia-Romagna è pari a 10 grammi al giorno per gli uomini e a 8 per le donne. Il consumo eccessivo di sale è un nemico silenzioso che - insieme a una cattiva alimentazione, al sovrappeso e alla scarsa attività fisica - è all'origine delle malattie cardiovascolari e dell'ipertensione arteriosa, uno dei principali fattori di rischio per molte patologie croniche; a quest'ultima, come è noto, sono riconducibili oltre il 60% dei casi di ictus cerebrale e circa il 50% dei casi di cardiopatia ischemica (dati Oms)

 

I consigli per ridurre il consumo di sale

 

Da analisi sulle abitudini alimentari, emerge che la principale fonte di sale sono i prodotti industriali o artigianali trasformati, seguiti dal sale aggiunto in cucina o a tavola ed infine  da quello contenuto naturalmente in acqua e alimenti.
Per abbassare il consumo di sale bastano alcuni piccoli accorgimenti:

  • ridurre progressivamente l'uso di sale nelle ricette, preferendo quello iodato;
  • insaporire i cibi con l'aggiunta di erbe aromatiche, aceto, limone;
  • non aggiungere sale alle pappe del bambino, almeno nel primo anno di vita;
  • limitare il consumo di snack salati e altri prodotti trasformati ricchi di sale (alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola, patatine in sacchetto);
  • limitare l'uso di condimenti ricchi di sale (dadi da brodo, salsa di soia, senape, ecc.);
  • controllare le etichette dei prodotti per verificare il quantitativo di sodio;
  • scegliere comunque alimenti a ridotto contenuto di sale.
 
 

I panificatori aderenti a Modena e Provincia

 

Nella nostra provincia l'iniziativa è coordinata dal Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione dell'Azienda USL di Modena.